Visita al laghetto Parco centrale Eur

Eur (da Esposizione Universale Romana 42) è uno dei quartieri più suggestivi di Roma ed il laghetto che sottostà alla mole armoniosa del Palazzo dello Sport (o Palalottomatica) è una delle mete che non si può mancare di vedere a Roma, specie nel periodo di fioritura.

Il Laghetto è un bacino artificiale disteso tra gli edifici monumentali (Palazzo dei Congressi, Palazzo della Civiltà e del Lavoro, Museo etnografico Pigorini, Museo dell’Alto Medioevo, Archivio di Stato, Centro congressi La Nuvola) ed il Palazzo dello Sport Palalottomatica con la annessa zona residenziale. La superficie dello specchio d’acqua supera gli 85 ettari (esattamente 85.120 metri quadrati) e la profondità massima del laghetto è di circa tre metri.

1961 – Inaugurazione del laghetto dell’Eur e del Giardino delle Cascate

La sua storia è strettamente legata alle realizzazioni in vista dell’Esposizione Universale del 1942. Il laghetto, infatti fu progettato nel 1937 ma la sua realizzazione a causa dell’esplosione della Guerra avvenne solo negli anni Cinquanta in occasione dei Giochi Olimpici di Roma 1960. Il bacino fa parte del più ampio “Parco Centrale dell’Eur“, progettato dall’architetto Raffaele De Vico, che ospita una ricchissima quantità e varietà di flora e fauna. In particolare sono presenti pini, palme, pitosforo, cedri del Libano, siepi, lecci, taxus disticum e lauroceraso. Lungo la passeggiata del Giappone sono presenti i magnifici ciliegi del Giappone, donati dalla città di Tokyo, che offrono uno spettacolo di incomparabile bellezza nel periodo della fioritura, ai primi giorni di aprile. In acqua la fauna ittica presenti numerose specie come il persico sole, la carpa, il carassio, la trota, la tinca e la scardola ma è vietata la pesca. Volatili come gabbiani, cigni e anatidi vi hanno stabilito la loro presenza costante.

Il Giardino delle Cascate

L’acqua viene immessa nel laghetto dal “Giardino delle Cascate“, che si trova nel lato sud, ai piedi del Palazzo dello Sport Palalottomatica (ingresso gratuito, apertura giornaliera dalle ore 7,00 alle 20,00 in estate e dalle 7,00 alle 16,30 in inverno, fontane aperte solo la domenica) mentre fuoriesce da sbocchi che si trovano principalmente nel lato nord. E’ su questo versante, in asse con l’obelisco di piazza Guglielmo Marconi, che si sta realizzando il Mediterraneum Sea Life Acquario di Roma, 14 mila metri quadri di struttura quasi esclusivamente interrata della quale 5 mila metri quadrati verranno adibiti all’acquario tradizionale gestito dal gruppo britannico Merlin Entertainments che vanta la gestione di oltre 40 acquari nel  mondo. Accanto all’acquario tradizionale, nel quale nuoteranno cinquemila pesci appartenenti ad oltre cento specie marine, dagli squali ai coloratissimi pesci pagliaccio, sorgerà l’Expo un’area espositiva permanente che sarà un punto di incontro tra la ricerca scientifica e il pubblico. La sua apertura, dopo ritardi e slittamenti, è annunciata per il mese di giugno 2018.

Vela e canottaggio sul Laghetto dell’Eur

Il laghetto dell’Eur offre molte occasioni di svago e di sport. All’imbarcadero Happy Lake di viale Oceania (info al numero 3334987476) ogni sabato e domenica è in funzione il Draghetto/Traghetto, un’imbarcazione da una ventina di posti che fa la navigazione del laghetto con una durata del giro di 18 minuti al prezzo del biglietto di 3,00 euro. Per chi vuole unire anche il piacere del movimento è possibile noleggiare anche il pedalò (9,00 euro per 30 minuti, massimo 4 persone) o la barca a remi (10,00 euro per 30 minuti massimo 2 persone).

QUI PUOI TROVARE ALBERGHI E APPARTAMENTI VICINO AL LAGHETTO

In viale America 20, sulla sponda del laghetto, si trova il centro sportivo “Piscina delle Rose” fruibile in estate per nuoto e acqua gym ma attivo tutto l’anno anche come centro velico Canottieri Eur.

Il laghetto offre anche l’occasione di gustare un gelato della tradizione romana, quello di Giolitti, brand della tradizione capitolina che si trova nella casina di viale Oceania 90. E’ su quel versante, poi, che a Primavera vive una delle principali attrazioni del laghetto: l’Hanami. Ecco di cosa si tratta.

Per lo scrittore Fulvio Abbate (Roma controvento, Bompiani) il laghetto dell’Eur è “un remake di quello di Villa Borghese, in chiave però neocapitalistica, offrendo così un paesaggio da weekend ulteriore, tecnologico, a transistor e in seguito a infrarossi alla città. Tanto il primo è segnato infatti da un gusto da operetta interpretata da professionisti in divisa da lanciere di Montebello o cavalleggero di Saluzzo, quanto l’altro, complice il contesto architettonico modernista, si afferma come pura geometria edilizia: un semplice rettangolo d’acqua sul quale si specchia il falso quadrato di un “grattacielo a lastra”: il palazzo dell’ENI. Il laghetto consente anche alcune manifestazioni di fanatismo acquatico sportivo, obbligatorie, visti i trascorsi olimpici del quartiere ove si trova. Palesi insulti destinati a coloro per i quali il luogo è soltanto un punto di passaggio nel tragitto in auto verso il quotidiano lavorativo. Una citazione a parte meritano gli scivoli stilizzati per accedere allo specchio d’acqua simili a soprammobili del trovarobato domestico della commedia all’italiana firmata dai registi dei film-depliant di costume, ma soprattutto i ponti che dividono il laghetto in tre parti, dando l’idea di un grande plastico. Come direbbe il già citato dépliant: siepi di Oleandro e pitosforo circoscrivono il tutto. Il cielo, come in un quadro illusionistico di Magritte, è sempre pronto a stagliarsi sui vetri dell’edificio dell’ENI, lì in mezzo, fra nuvole, bombette, ombrelli e scrivanie; talvolta sembra di vedere l’aereo di Enrico Mattei, il presidente dell’ente in questione, figura chiave della storia petrolifera del secondo dopoguerra, che perde quota fino a precipitare in località Bascapè con il suo carico di misteri da offrire al libro nero dell’Italia repubblicana”.

Il palazzo dell’Eni che si riflette sul laghetto

Ilaria Beltramme nella guida “101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita” (Newton Compton Editori) inserisce l’Eur con il suo laghetto al posto 99. L’architettura monumentale con gli spazi monocromatici del quartiere, secondo l’autrice, confluiscono  “verso un laghetto artificiale che la domenica sfoggia fontane zampillanti e nella cui umidità vengono rigurgitati i viaggiatori della linea B della metropolitana. Intorno il verde di un parco cittadino piacevolissimo e la stazza del Palazzo dell’Eni sullo sfondo”. Sempre secondo l’autrice per godere appieno della bellezza dell’Eur, “basta andarsi a sdraiare sull’erba del laghetto, bearsi dei raggi caldi del sole su una panchina, approfittare delle scalinate e dei suoi angoli metafisici per improvvisare un pic-nic. Sembrerà di trovarsi a metà strada tra un film di serie B sull’antica Roma e un quadro di De Chirico. Ci si sentirà più sollevati e meno intimoriti”.

A proposito di cinematografia, l’Eur con il suo laghetto hanno fatto da sfondo a numerosi film sia del passato che recenti. A partire da “Boccaccio ‘70” (Federico Fellini, 1961) per passare per “Il padre di famiglia” (Nanni Loy, 1967) a “Il siero della vanità” (Alex Infascelli, 2004)  a “Manuale d’amore” (Giovanni Veronesi, 2005) a “L’ultimo bacio” (Gabriele Muccino, 2001). Può essere interessante rivedere quei film per scoprire come negli anni non solo i costumi sociali ma anche quei luoghi siano cambiati, pur nella loro fissità monumentale quasi metafisica.

Il laghetto dell’Eur è ben collegato con i mezzi pubblici, in particolare è servito dalla metropolitana linea B, con due fermate che fiancheggiano il parco: Eur Palasport e Eur Fermi.

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