Villa Chigi – Sacchetti, un gioiello nella pineta svelato per la prima volta al pubblico

C’è un gioiello edificato nel 1629 nel cuore della pineta di Castelfusano, a Ostia, che solo pochissime persone hanno potuto finora ammirare nel suo interno. Si tratta di Villa Chigi-Sacchetti che per due giorni, il 19 e 20 luglio prossimi, sarà aperta al pubblico per visite guidate condotte da una storica dell’arte.

Perfettamente conservato grazie all’impegno della famiglia Chigi, nobili discendenti del banchiere mecenate Agostino, del papa Alessandro VII (Fabio Chigi) e dei due Flavio I e Sigismondo, il casino di caccia di Castelfusano in realtà venne edificato per volere del cardinale Giulio Sacchetti e dai Chigi acquistato nel 1755.

Il villino Chigi-Sacchetti in un dipinto della fine del Seicento

La dimora, costruita su disegno di Pietro da Cortona tra il novembre 1624 e la metà del 1629, si erge nel cuore di quello che i romani chiamavano l’Agro Laurentino, nel mezzo di una radura ricavata in una zona allora selvaggia e incontaminata. Successivamente per iniziativa dei Sacchetti il paesaggio cambiò con l’inserimento dei pini marittimi che soppiantarono la vite, le querce, i lecci e la macchia mediterranea.

Protagonista di questa esperienza artistica totale come architetto e pittore, è il giovane Pietro da Cortona che avvia qui il suo percorso che lo porterà ai vertici dell’arte barocca. L’edificio appare di struttura solida, a tre piani su pianta quadrilatera. Agli angoli ci sono 4 torrette basse; presenta inoltre un’altana, decorata da torrette belvedere. In vari punti della casa sono visibili alcune importanti iscrizioni antiche, nonché frammenti di sculture romane (Casa dei Guardiani, piazzale). Sia sulla fronte che all’interno sono stati incisi numerosi versi, dettati da Giulio Sacchetti e, successivamente, da Sigismondo Chigi. Nella Villa Chigi il soggetto principale degli affreschi, iniziati alla fine del 1627, è il paesaggio naturale circostante. Parte delle opere furono eseguite da altri artisti, sempre sotto la supervisione di Pietro da Cortona: i più famosi sono Andrea Sacchi e Alessandro Salucci (decorazioni ornamentali della volta).

QUELLA VOLTA CHE RUBARONO LA VIA SEVERIANA

Come riferisce l’archeologo Sandro Lorenzatti nel suo volume “Ostia. Storia, ambiente, itinerari” (Roma, 2007) verso la fine del XIX secolo Sigismondo Chigi fece estrarre i basoli antichi della via Severiana, la strada litoranea che congiungeva in epoca romana Ostia a Laurentum, per essere utilizzati per lastricare il grande viale che dal Castello Chigi-Sacchetti conduce al mare, oggi denominato viale Mediterraneo. Agli inizi del Novecento, grazie anche all’opera dell’archeologo Rodolfo Lanciani, gran parte dei basoli vennero riposizionati sull’antico tracciato. La via Severiana è tuttora ben conservata e visitabile gratuitamente in alcuni tratti sia a ridosso del Castello, in direzione via Cristoforo Colombo, che anche oltre la strada ad alta transitabilità in un percorso che è parallelo all’attuale linea di costa.

COME PRENOTARE LE VISITE

La famiglia Chigi, attuale proprietaria, ha concesso la doppia apertura straordinaria. Vi si potranno ammirare non solo gli affreschi, ma anche l’arredo elegante con dipinti, foto e carte topografiche che raccontano la storia di una delle più grandi e antiche famiglie d’Italia.

Uno dei grandi saloni della villa Chigi-Sacchetti

Le aperture si terranno venerdì 19 e sabato 20 luglio sotto la guida della storica dell’arte Ivana Corsetti. Due gli orari concessi: il Gruppo 1 si muoverà dalle ore 18:00 alle 19:15; il Gruppo 2 dalle 19:15 alle 20:30. Si suggerisce di arrivare 15 min prima dell’inizio della visita. Il biglietto per la visita ha un costo di €25 a persona (bambini sotto i 12 anni entrata gratuita). Il punto d’incontro è a Ostia in viale Mediterraneo, 52. La prenotazione è obbligatoria o via email all’indirizzo info@castelfusano.org oppure al telefono al numero 06.5665253 (dalle 09:00 alle 13:00 dal Lunedì al Venerdì).



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Per raggiungere con i mezzi pubblici Villa Chigi-Sacchetti si suggerisce di utilizzare la ferrovia Roma-Lido (da Porta San Paolo coincidenza con la fermata Piramide della Metro B) e scendere alla stazione Castelfusano. Basterà percorrere i circa 800 metri di viale Mediterraneo.

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