Tor Marancia e la street art: il quartiere più colorato di Roma

Per tutti è il più colorato quartiere di Roma. Merito dei giganteschi dipinti di street art se il quartiere popolare di Tor Marancia merita una giornata di visite e di stupore.

Il quartiere Tor Marancia si trova disteso lungo la via Cristoforo Colombo, sul fronte opposto al Palazzo della Regione della Garbatella, stretto tra la zona Ardeatina delle catacombe e la lussureggiante Tenuta di Tor Marancia. Costituito in pochissimi giorni nel 1933 per ospitare i romani che il regime fascista aveva sfrattato dalle proprie abitazioni dal Centro città, denominato così dal liberto Amaranthus gestore della tenuta agricola della famiglia Numisia Procula (II secolo d.C.), Tor Marancia con la sua costituzione moderna si guadagnò il soprannome di Shanghai per l’alta densità abitativa: famiglie numerose vivevano ammassate in case di una stanza con i servizi in comune. Frequenti all’epoca gli allagamenti dovuta al fatto che qui prima era tutta una palude e la città cinese è quella più a rischio alluvioni al mondo.

Il murale dal titolo “Il peso della Storia”

Il motivo per venire a visitare questo quartiere è la presenza di splendidi murales concentrati al civico 63 di via Tor Marancia, realizzati nel 2015 da artisti provenienti da tutto il mondo come parte di un progetto di arte pubblica che ha portato una ventata di bellezza alla borgata. Il progetto culturale si chiama Big City Life ed è stato realizzato su proposta dell’associazione culturale ggg Contemporary con il supporto del Comune di Roma.

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Apre la rassegna il murales ”SHANGHAI” (in copertina) che riproduce il volto di una donna cinese a ricordare il soprannome del quartiere. Storia di vita vera del quartiere nell’opera di Jullian MallandIL BAMBINO REDENTORE”, il ragazzino che si è costruito delle scale sulle quali sale per guardare oltre il grigio del palazzo è Luca che risiedeva qui e che è morto a causa di un incidente durante un gioco.

Il bambino redentore

All’esterno dell’accesso del comprensorio si trova “IL PESO DELLA STORIA” dell’argentino Jez . Abbiamo due lottatori in maschera, quello argentino poggiato su un ginocchio che tiene sulle spalle quello italiano a rappresentare il legame tra i due Paesi. “S. MARIA DI SHANGHAI” dell’italiano Mr. Klevra rappresenta Roma come la vergine Maria e Tor Marancia come il Bambino.

Santa Maria di Shangai dell’italiano Mr. Klevra

SPETTACOLO, RINNOVAMENTO , MATURITA’” dell’americano Gaia riproduce una sfera blu poi diventata arancia in riferimento al nome del quartiere. La sfera spicca contro il cielo blu , tipico del nostro Paese fluttua in un’atmosfera metafisica bilanciata da un busto simile a quelli dello stadio dei marmi . Quest’ultimo è simbolo del regime fascista che sfrattò il popolo dal centro di Roma per costruire Via della Conciliazione e Via dei Fori Imperiali e lo confinò in un ghetto malsano.

 

Tor Marancia è raggiungibile con il bus 716 dalla Stazione Termini oppure scendendo alla stazione Garbatella della Metro B salendo sul bus 670 fermata Garbatella/Pullino fino alla fermata Rufina o, ancora, scendendo alla stazione Piramide della Metro B dalla fermata Cave Ardeatine/Piramide salendo sul bus 30 fino alla fermata Colombo (Rufino).

Articolo di Anna Rita Mancini

Foto di Gianni Casolaro

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