Luoghi del cinema a Roma – Tutti i soldi del mondo

Tutti i soldi del mondo, 2017, regia di Ridley Scott

La trama – Il film ricostruisce molto liberamente tutte le vicende legate al rapimento del sedicenne John Paul Getty III (Charlie Plummer), nipote del magnate del petrolio Jean Paul Getty (Christopher Plummer), rapito a Roma nel luglio 1973 da una banda di criminali calabresi che chiede alla famiglia un riscatto di 17 milioni di dollari. Gail (Michelle Williams), la madre del ragazzo, si rivolge a nonno Jean Paul, il quale rifiuta categoricamente di pagare. Da quel momento inizia una triangolazione fra Gail che insiste per portare in salvo suo figlio, il miliardario che non cede alle richieste dei rapitori, e un ex agente della CIA, Fletcher Chase (Mark Wahlberg), negoziatore esperto nel recuperare uomini e cose. Benchè il film sia quasi interamente girato a Roma e dintorni (oltre che in Inghilterra e negli Usa), nel cast, tra i protagonisti, figurano solo pochissimi attori italiani: tra questi si riconoscono Marco Leonardi (nel ruolo del boss Saverio Mammoliti), Nicolas Vaporidis (il rapitore Tamia) e Andrea Piedimonte (il magistrato). Una nota curiosa riguarda la sostituzione in corsa dell’interprete del petroliere Jean Paul Getty originariamente affidato a Kevin Spacey: questo, in fase di post-produzione del film, è stato coinvolto in una storia di molestie sessuali che ha fatto il giro del mondo. Al suo posto il ruolo è stato affidato a Christopher Plummer con nuove riprese che sono state effettuate poco prima di due mesi dall’uscita del film per un costo aggiuntivo di 10 milioni di dollari.

Piazza di Porta Maggiore alle spalle di Paul Getty junior interpretato da Charlie Plummer

Oltre alla ricostruzione del fatto di cronaca, molto romanzata e incentrata giustamente sul carattere dei diversi protagonisti, colpisce nella pellicola la scelta della fotografia curata dal polacco Dariusz Adam Wolski: le atmosfere sono livide, plumbee, opprimenti, come si addice ad un thriller, quale può essere considerato questo film. Particolarmente curata l’ambientazione che riguarda atmosfere e materiali di oltre quaranta anni fa: auto, arredi, abiti, architetture urbane.

Per ricostruire lo scenario giusto, il regista Ridley Scott (che ha partecipato anche alla produzione del film), lo scenografo Arthur Max Scott e lo sceneggiatore David Scarpa scelgono spazi monumentali inalterati dal tempo e location che possono ricondurre facilmente a quell’epoca.

Paul Getty junior in una scena girata a piazza Navona

Le prime immagini riguardano piazza Navona e sono in bianco e nero virate gradualmente al seppia per arrivare al colore, un espediente per portare emotivamente lo spettatore indietro nel tempo. L’effetto è amplificato dalla presenza di circa trecento comparse sul set e da una quarantina di auto d’epoca. John Paul Getty junior si muove nel set fino ad arrivare in piazza di Porta Maggiore dove staziona un gruppo di prostitute e dove avviene il rapimento: un errore storico voluto anche per esigenze scenografiche vista l’impossibilità di girare in piazza Farnese dove avvenne la notte del 10 luglio 1973.

I banditi caricano il ragazzo su un pulmino e lo trasferiscono nella prigione che, per la cronaca, si trovava nella piana di Gioia Tauro in Calabria ma nella finzione scenica è invece alle porte di Bracciano: un’inquadratura rivelerà la sagoma del Castello Orsini-Odescalchi.

Mark Wahlberg, alias agente Fletcher Chase , in via Florio a Testaccio

La carrellata di siti celebri di Roma è notevole: scene sono girate nel Museo Nazionale Romano e davanti al Colosseo. Il vecchio Paul Getty vagheggiando in un delirio di onnipotenza di essere erede nobile dell’imperatore Adriano, passeggia tra i resti di Villa Adriana di Tivoli e nel Foro di Traiano ammantati dalla neve. Palazzo Fontana, a Talenti, diventa sede degli uffici della Getty Oil di San Francisco ma anche della redazione del giornale romano alla quale viene recapitato l’orecchio mutilato al giovane ostaggio. Villa Wolkonsky, residenza ufficiale dell’ambasciatore inglese a Roma, è adattata a casa romana di Getty. Non poteva mancare il Campidoglio: nella scena in cui mamma Gail fa stimare una statuetta, compaiono i Musei Capitolini di piazza del Campidoglio (dove è scattata la foto di copertina). La casa romana di Gail è, invece, in via Florio a Testaccio la cui riconoscibilità si può apprezzare nelle sequenze legate all’assedio dei paparazzi. Inquadrature anche per due alberghi: una è in esterno, davanti al Grand Hotel di via Veneto, e l’altra e negli interni dell’Hotel Barberini.

Non è l’uscita dell’aeroporto di Fiumicino ma la scena è girata davanti alla vetrata posteriore del Palazzo dei Congressi, all’Eur, in viale della Pittura

Infine, un piccolo espediente per riportare indietro nel tempo una struttura di Roma che in questi oltre 40 anni si è notevolmente trasformata (come spiega bene il volume Ciak si vola sulla storia del Leonardo da Vinci e dei film che vi sono stati girati) ovvero l’aeroporto di Fiumicino. Scenografo e regista lo ricavano dal Palazzo dei Congressi dell’Eur, nell’ala posteriore, quella che affaccia su viale della Pittura. E’ in quegli interni e davanti a quella vetrata che si affaccia al suo arrivo la speranza di Gail di ritorno dai serrati colloqui faccia a faccia con il vecchio magnate del petrolio.

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