Luoghi dei film a Roma: Sono tornato

Sono tornato, 2018, regia di Luca Miniero

La trama – Per certi versi questa pellicola può definirsi un docu-film, a metà strada tra una finzione fantascientifica basata sul ritorno di Benito Mussolini catapultato nei giorni nostri da una improbabile macchina del tempo che ha luogo in piazza Vittorio e la candida camera a sbirciare le reazioni della gente di fronte alla controfigura del Duce interpretato magistralmente da Massimo Popolizio. Ne esce fuori la fotografia di un Paese disorientato, animato da spinte razziste, voglia di totalitarismo, nostalgia. Il quadro complessivo di “Sono tornato” è tragicomico ma induce anche una riflessione sullo sbandamento della società rispetto ai sempre più imponenti flussi immigratori e sul potere di una certa televisione, quella trash e biecamente speculativa. Nel cast Frank Matano nel ruolo del giornalista free lance Andrea Canaletti, la perfida Katia Bellini (Stefania Rocca) talent scout  televisiva, il becero Daniele Leonardi (Gioele Dix) dirigente televisivo e una toccante nonna Lea (Ariella Reggio). Eccellente la regia di Luca Miniero (esploso con “Benvenuti al Sud”) e intrigante la sceneggiatura di Daniele Guaglianone (Lo chiamavano Jeg Robot e Benedetta follia). Comparsate di Enrico Mentana, Alessandro Cattelan, Anna Finocchiaro e un inconsapevole Gianni Alemanno ex sindaco di Roma di centrodestra.

Massimo Popolizio nei panni di Mussolini con Katia Bellini (Stefania Rocca) in piazza Venezia

Come era inevitabile, il film “Sono tornato” è ambientato principalmente nei luoghi dell’era fascista di Roma. Ma non solo. E’ infatti a piazza Vittorio Emanuele II che inizia il film, una scelta obbligata per calare spettatore e protagonisti in un surrealismo credibile: il ritorno di Benito Mussolini avviene davanti alla Porta Alchemica o Porta Magica, monumento edificato tra il 1655 ed il 1680 da Massimiliano Savelli Palombara marchese di Pietraforte nella sua villa che sorgeva in prossimità di piazza Vittorio. Secondo la leggenda un pellegrino fu ospitato nella villa per una notte. Il “pellegrino”, identificabile con l’alchimista Francesco Giuseppe Borri, dimorò per una notte nei giardini della villa alla ricerca di una misteriosa erba capace di produrre l’oro, il mattino seguente fu visto scomparire per sempre attraverso la porta, ma lasciò dietro alcune pagliuzze d’oro frutto di una riuscita trasmutazione alchemica, e una misteriosa carta piena di enigmi e simboli magici che doveva contenere il segreto della pietra filosofale.  Nel film “Sono tornato” il monumento viene usato per far “comparire” dal cielo il redivivo Mussolini. La scena è registrata casualmente da Canaletti/Matano che lavora in televisione e ha l’idea di usare quell’attore somigliante a Mussolini per un documentario sulle reazioni degli italiani all’idea del ritorno del Duce. Ecco dunque che davanti agli occhi dello spettatore sfilano Villa Torlonia (una volta residenza della famiglia Mussolini oggi museo QUI PUOI SCOPRIRE I BUNKER DI MUSSOLINI), il Palazzo della Civiltà e del Lavoro (conosciuto pure come Colosseo quadrato) all’Eur, il colonnato dell’Archivio di Stato dell’Eur,  i Fori Imperiali, piazza Venezia con il palazzo del famoso balcone dei discorsi fascisti ed il Vittoriale.

Nel film si riconosce anche piazza Capranica con sullo sfondo la chiesa di Santa Maria in Aquiro: è il luogo dove Mussolini, leggendo un quotidiano datato 25 aprile 2017, prende coscienza del suo destino e, riparando nell’edicola, si documenta sui fatti degli ultimi 80 anni.  Una veduta della città dal drone mostra un tratto di Tangenziale sopraelevata a ridosso dello Scalo di San Lorenzo e, poco distante, una scena è girata in piazza di Porta San Giovanni, sotto la statua di San Francesco dove Canaletti e varie amiche si dedicano al ballo all’aria aperta. Dalla terrazza nella quale avviene l’accordo tra Canaletti e Mussolini è possibile riconoscere le cupole del Pantheon, della basilica di San Pietro e di Sant’Andrea delle Fratte.

Benito Mussolini (Massimo Popolizio) e Andrea Canaletti (Frank Matano) sulla spiaggia del Plinius a Ostia

Tutta la scena legata allo show “Y forgive you?”, almeno riguardo agli esterni, ha come ambientazione il piazzale del Teatro India di lungotevere Vittorio Gassman che Canaletti raggiunge in scooter attraversando il Ponte dell’Industria (noto come il Ponte di Ferro) di via del Porto Fluviale. Naturalmente non poteva mancare una puntatina al mare di Roma, ovvero Ostia affaccio dell’Impero sul Mediterraneo. La scelta del regista è caduta su due location: una sequenza mostra Mussolini e Canaletti sulla spiaggia del Plinius (stessa location usata per il film Io e il duce, 1985, regia di Alberto Negrin) mentre l’altra, più lunga e per certi versi drammatica, si svolge in uno dei chioschi della spiaggia libera di Castelporziano ai Cancelli. Su questo libro Ostia set naturale puoi scoprire tutti i film girati a Ostia dagli anni Quaranta ai giorni nostri.

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