La Roma di Leonardo da Vinci a 500 anni dalla sua morte

Il 2019 sarà l’anno di Leonardo da Vinci. Si celebrano, infatti, i 500 anni dalla morte del geniale artista, una delle figure-icona della storia dell’umanità.

Leonardo da Vinci nacque il 15 aprile 1452 in una fattoria di Anchiano, frazione del comune di Vinci, in provincia di Lucca, alle pendici delle colline del Montalbano. E morì a 67 anni, il 2 maggio 1519 in un castello di Amboise, il maniero di Clos-Lucè, in Francia.

Nel suo peregrinare a caccia di fonti d’ispirazione per il suo genio ma soprattutto di committenti per le sue opere, Leonardo ha vissuto anche a Roma, dove si è fermato per tre anni dal 1514 al 1517. Dopo aver visitato nel 1501 Roma e Tivoli, ed aver completato a Firenze la sua opera più famosa al mondo, la Gioconda (1503-1506), Leonardo da Vinci sotto la “protezione” di Giuliano de’ Medici, fratello del Papa Leone X, il 24 settembre 1514 partì per Roma, portando con sè gli allievi più fedeli, il Melzi ed il Salai. Qui l’artista alloggiò negli appartamenti del Belvedere in Vaticano.

A Roma Leonardo si dedicò a studi scientifici, meccanici, di ottica e di geometria. Avviò anche studi di anatomia presso l’ospedale Santo Spirito, pratiche sui cadaveri che gli costarono accuse anonime di stregoneria che lo convinsero nel 1517 ad accettare l’offerta di lavoro alla corte di Francesco I re di Francia.



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Nei tre anni di soggiorno a Roma Leonardo da Vinci ebbe modo di reincontrare un suo vecchio amico, Giuliano da Sangallo, che si stava occupando della fabbrica di San Pietro, Raffaello Sanzio impegnato negli affreschi del palazzo papale e Michelangelo Buonarroti, dal quale era distante per una radicata inimicizia. Forse Leonardo contava di essere coinvolto nei lavori per San Pietro ma questo non accadde: il lavoro più vicino al papa fu quello di misurare la cattedrale di San Paolo fuori le Mura in previsione della costruzione dell’altare maggiore, realizzato solo nel 1600.

Una delle macchine volanti di Leonardo esposte al Palazzo della Cancelleria

Così le sue attenzioni furono rivolte ai progetti del prosciugamento delle Paludi pontine, i cui lavori erano stati appaltati da Giuliano de’ Medici – il piano venne approvato da Leone X il 14 dicembre 1514 ma non fu eseguito per la morte di Giuliano (1516) e del Papa (1521) – e della sistemazione del porto di Civitavecchia. A Roma cominciò anche a lavorare a un vecchio obiettivo: creare specchi ustori che dovevano servire a convogliare i raggi del sole per riscaldare una cisterna d’acqua, utile alla propulsione delle macchine a vapore. Il progetto però incontrò diverse difficoltà soprattutto perché Leonardo non andava d’accordo con i suoi lavoranti tedeschi, specialisti in specchi, che erano stati fatti arrivare apposta dalla Germania. Poco dopo agosto del 1517 Leonardo lascerà Roma per approdare alla corte del re di Francia dove morirà due anni dopo.

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LE OPERE DI LEONARDO A ROMA

Roma non conserva molte tracce visibili del soggiorno del genio toscano. Secondo lo storico dell’epoca, Giorgio Vasari, a nella Città Eterna Leonardo eseguì alcuni dipinti: «fece per messer Baldassarre Turini da Pescia, che era datario di Leone, un quadretto di una Nostra Donna col figliuolo in braccio con infinita diligenza e arte… e un fanciulletto che è bello e grazioso a maraviglia, che sono tutti e due a Pescia». Di queste opere non ci sono tracce. A Roma, invece, è possibile ammirare l’incompiuto San Girolamo, custodito nella Pinacoteca Vaticana. La sua storia è singolare, realizzato da Leonardo a Firenze intorno al 1480, dopo essere scomparso per alcuni secoli, fu ritrovato a Roma in modo casuale intorno al 1800, segato in due parti usate come sgabello e coperchio per una panca.

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A Roma si può apprezzare anche un’opera “copiata” a Leonardo da un suo allievo, forse Cesare da Sesto: si tratta di Leda col cigno, molto famosa all’epoca, che il maestro portò con sé fino in Francia. Testimone ne è Cassiano dal Pozzo che racconta di averla vista nel 1623 a Fontainebleau: «una Leda in piedi, quasi tutta ignuda, col cigno e due uova al piè della figura». Dell’originale non si ha più traccia mentre la splendida “copia” si trova nella Galleria Borghese. Un’ultima, indiretta, testimonianza di Leonardo da Vinci conservata a Roma è il famoso ritratto di Raffaello che avrebbe inserito il genio da Vinci nei panni di Platone all’interno dell’affresco della Scuola di Atene che decora le Stanze Vaticane. La forma dubitativa è d’obbligo in questo caso perchè, nonostante la storia sia narrata da tutte le guide turistiche anche in ragione della forte somiglianza del Platone raffaelliano con Leonardo, c’è una discordanza non da poco con questa storia: la Scuola di Atene venne realizzata da Raffaello tra il 1509 e il 1510. E Leonardo arriverà a Roma almeno quattro anni dopo.

Il Platone della Scuola di Atene di Raffaello Sanzio: notevole la somiglianza con Leonardo

LE MOSTRE DEL CINQUECENTENARIO

Nel cinquecentenario dalla sua morte, la Capitale dedica al Genio leonardesco ben tre eventi permanenti.

Presso le Scuderie del Quirinale, in via Ventiquattro maggio 16, dal 13 marzo al 30 giugno è di scena la mostra “Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza” realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano con la Veneranda Biblioteca Ambrosiana. L’opera del grande umanista viene rappresentata dalla formazione toscana al soggiorno milanese fino al tardo periodo romano.

Il Museo Leonardo da Vinci situato presso la Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma: qui è possibile scoprire le macchine interattive a grandezza naturale realizzate da artigiani italiani seguendo i codici manoscritti di Leonardo, oltre che studi delle sue opere rinascimentali più famose, bozzetti di anatomia umana e video multimediali dell’Ultima Cena, dell’Uomo Vitruviano e del progetto di scultura equestre per gli Sforza. Aperto tutti i giorni dalle ore 10,00 alle 19,00, piazza del Popolo 12. Biglietto: 10 euro. Merita di essere sottolineato che nella chiesa adiacente, appunto Santa Maria del Popolo, è possibile contemplare due grandi capolavori di Caravaggio: la Conversione di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro.

Alcune delle macchine esposte nel Museo di Leonardo alla Basilica di Santa Maria del Popolo

Leonardo Da Vinci. Il genio e le macchine” è la mostra interattiva permanente (30 aprile 2020) al Palazzo della Cancelleria dedicata al Genio universale con oltre 200 macchine progettate, 65 modelli funzionanti ricostruiti, 9 ologrammi animati, 4 teche tematiche. Aperta tutti i giorni dalle 9:30 alle 19:30. Piazza della Cancelleria 1. Tel. +39.06.69887616. Il valore aggiunto di questa mostra consiste nella possibilità, alla fine del percorso, di visitare nel sotterraneo del Palazzo della Cancelleria il sepolcro di Aulo Irzio, luogotenente di Cesare morto nella battaglia di Modena del 43 a.C. Il sepolcro, scoperto nel 1938 è sommerso dalle acque dell’Euripus, il canale che attraversa Campo Marzio per sfociare nel Tevere. Biglietto: 9 euro.

Uno degli ologrammi nel Museo di Leonardo al Palazzo della Cancelleria: è la macchina da guerra “carro armato”

Da non perdere inoltre la mostra permanente Leonardo Da Vinci Experience, in via della Conciliazione 19: per la prima volta in Italia presenta una riproduzione a grandezza naturale de l’Ultima Cena (sala V), spazio che si affianca alle aree tematiche de Il volo e l’ultima cena (sala I), Le macchine da guerra (sala II), La prospettiva (sala III) e I principi (sala IV). Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9,30 alle 19,30 (tel. +39 06 683 3316). Biglietto: 15 euro (intero), 10 euro (ridotti under 15).

IL LEONARDO DELL’AEROPORTO

Roma ha un legame eterno e internazionale con il Genio suggellato dall’avergli dedicato il suo aeroporto: il “Leonardo da Vincidi Fiumicino, appunto.  Come raccontato dettagliatamente nel volumeCiak si vola” sulla storia dello scalo, una enorme statua in bronzo lo celebra all’ingresso dell’aerostazione: eseguita dallo scultore bulgaro Assen Pelkov. Il monumento, alto complessivamente 11 metri e mezzo, di cui 8,50 la statua, raffigura il sommo studioso antesignano del volo, con in mano un modello di prototipo di elicottero. Collocata lungo sul terminal dell’autostrada Roma-Fiumicino, venne inaugurata sabato 20 agosto 1961 dall’allora presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi.

La statua di Leonardo realizzata dallo scultore Assen Pelkov

Un’altra opera d’arte che si collega al Genio italiano è anche la scultura “Squilibrio” di Mario Ceroli. Si tratta di un’architettura in legno, alta 424 centimetri realizzata nel 1966 dall’artista chietino. La scultura riprende il disegno di Leonardo dell’Uomo Vitruviano che a sua volta si rifà ad un testo di Vitruvio, «De architectura», relativo al corpo umano visto come unità di misura per la progettazione architettonica.

Squilibrio, di Mario Ceroli, scultura alle Partenze del Terminal 3

Dal 2 maggio, anniversario dei 500 anni dalla morte del Genio, fino a gennaio 2020 inoltre sono esposte nei terminal 1 e 3 dell’aeroporto le riproduzioni in scala reale delle macchine volanti ideate da Leonardo. Si tratta della mostra «Le ali di Leonardo. Il genio e il volo», promossa da Atlantia e organizzata Aeroporti di Roma in collaborazione con il Comitato nazionale per le celebrazioni leonardesche, il Museo Galileo di Firenze e Codice Edizioni. Potrà essere liberamente visitata dai viaggiatori che affollano i terminal dello scalo. È la prima volta che le macchine di Leonardo, riprodotte con una fedeltà assoluta rispetto ai disegni progettuali, vengono esposte all’interno di uno dei più importanti aeroporti a livello internazionale.

Una delle cinque macchine di Leonardo esposte fino a gennaio 2020 all’aeroporto di Fiumicino

L’Uomo volante con un’apertura alare di oltre 11 metri di lunghezza, il vascello volante che dall’acqua sembra librarsi in aria, la macchina del volo a ventola, progenitore del moderno aliante. Sono solo alcune delle macchine del volo ideate e progettate da Leonardo da Vinci che sono esposte. In questo libro puoi scoprire la storia e gli aneddoti legati all’aeroporto di Roma Fiumicino. 

L’uomo volante di fianco all’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci

Elemento peculiare e distintivo della mostra è l’esposizione di cinque spettacolari riproduzioni di macchine volanti a grandezza naturale, oltre a un’area multimediale che consentirà ai passeggeri di interagire con i disegni di Leonardo sulle dinamiche del volo. Il percorso espositivo, curato dal prof. Paolo Galluzzi, si sviluppa in due aree distinte dell’aeroporto: alle partenze del terminal 1 e nella hall del terminal 3, lungo la storica facciata di vetro recentemente riportata alla bellezza del disegno costruttivo originario.

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