La Piramide Cestia, monumento senza faraone e senza sarcofago

Tra le curiosità che Roma propone c’è quella di una piramide. Anzi, la Piramide, dalla quale prende nome anche una stazione della Metro B.

La Piramide Cestia, questo il monumento che ha una storia di duemila anni, è una struttura che ha resistito alle aggressioni delle invasioni e del tempo fino ai nostri giorni per una ragione precisa: è incastonata nelle Mura Aureliane e, facendo parte della linea difensiva, non è stata demolita.

La Piramide Cestia come si presenta agli occhi del visitatore dal cancello di via Persichetti

Cominciamo con il dire che la Piramide Cestia prende nome dal ricco nonchè eccentrico amministratore pubblico Gaio Cestio Epulone Politico (vissuto a Roma fino al 12 a.C.). Cavaliere romano, pretore, tribuno della plebe e membro del collegio dei Septemviri Epulones, ovvero degli organizzatori dei banchetti sacri, Gaio Cestio era tanto ricco che si poté costruire una tomba a piramide a imitazione dei faraoni (all’epoca andava di moda). La Piramide Cestia, dunque, non è un monumento sottratto all’Egitto e trasportato a Roma come nel caso dei principali obelischi della città. Al contrario è stato edificato in loco su una platea di travertino e rivestito di blocchi di marmo “lunense” (di Carrara).

Per i tuoi viaggi a Roma scegli una location elegante, confortevole, centralissima, dall’ottimo rapporto qualità/prezzo proprio davanti alla stazione Termini ed ai terminal bus per gli aeroporti: ROMA CENTRALE FIDELIS

Il fatto curioso, descritto nel testamento dello stesso Gaio Cestio conservato nei Musei Capitolini, è che lo stesso ricco politico lasciò l’incombenza di costruire la Piramide agli eredi dettando una condizione indispensabile per poter usufruire l’eredità: andava realizzata in un tempo massimo di 330 giorni.

L’obiettivo della realizzazione era quello commemorativo: un mausoleo funebre nel quale conservare le spoglie di Gaio Cestio. Non si ha prova, però, se i resti del politico abbiamo mai “soggiornato” nella camera sepolcrale che, peraltro, non presenta un sarcofago o un arredo particolarmente prezioso. La sala interna, ricavata nel cuore della Piramide come gli originali egiziani, ha una superficie di circa 24 metri quadrati con soffitto a volta e affreschi alle pareti riproducenti ninfe alternate a vasi lustrali. In alto, agli angoli della volta, quattro Vittorie alate recano nelle mani una corona e un nastro; al centro in origine doveva essere una scena di apoteosi raffigurante il titolare del sepolcro.

Murata al momento della sepoltura, la camera sepolcrale è stata violata già a partire dal Medioevo, attraverso un cunicolo scavato sul lato settentrionale, che ha determinato la perdita dell’urna cineraria e di porzioni notevoli della decorazione. Ecco perchè non si ha certezza se i resti di Gaio Cestio sono stati effettivamente accolti nella sua piramide: non si hanno tracce neanche di un eventuale sarcofago.

Il punto d’intersezione della Piramide Cestia con le mura Aureliane sul lato di ponente

La struttura, alta 36,40 metri con una base quadrata di 29,50 m di lato, fu innalzata lungo la Via Ostiense, nel periodo tra il 18 e il 12 a.C., cioè tra l’anno di promulgazione della legge contro l’ostentazione del lusso che impedì di porre all’interno della cella alcuni pregiati arazzi, e quello della morte di Agrippa, genero di Augusto, menzionato tra i beneficiari del testamento.

La piramide fu successivamente inglobata nella cinta muraria costruita tra il 272 e il 279 su iniziativa dell’imperatore Aureliano ed è per questo motivo che ha resistito nel tempo: faceva parte del sistema difensivo della città. La costruzione venne effettuata all’esterno delle Mura Serviane perchè la sepoltura dei morti era vietata in città e, come da prassi, le tombe si trovavano lungo le principali vie consolari, in questo caso l’Ostiense. Una “vocazione” sepolcrale dell’area che ha visto svilupparsi proprio a ridosso della Piramide il Cimitero Acattolico, nel quale riposano le spoglie di Andrea Camilleri, Antonio Gramsci, Carlo Emilio Gadda, il figlio dello scrittore Johann Wolfgang von Goethe (August), il nipote di Johann Sebastian Bach Bach (Johann Samuel), il poeta inglese John Keats, lo scultore statunitense William Wetmore Story e sua moglie Emelyn.

Un’immagine d’epoca della Piramide vista dal confinante Cimitero Acattolico

La Piramide Cestia è visitabile il secondo e il quarto sabato del mese oltre che la seconda e la quarta domenica del mese. Nel terzo sabato e nella terza domenica del mese l’orario dalle ore 10.00 e 12.00 è riservato a gruppi e scolaresche, alle ore ore 11.00 per i singoli.



Booking.com

Il restauro della cella sepolcrale, realizzato dalla Soprintendenza Archeologica di Roma nel 2001, ne ha restituito tutto il suo fascino. L’ingresso si trova su via Persichetti (la strada che divide la Piramide da Porta San Paolo) e il numero di telefono da contattare per la prenotazione (obbligatoria) della visita è quello di Coopculture che collabora con la Soprintendenza: 06.39967700. Visite su richiesta il primo sabato e la prima domenica del mese al numero 06.743193.

Per raggiungere con i mezzi pubblici l’area si suggerisce l’uso della Metro B fermata Piramide.

Add Comment

*

code