La Pietà di Michelangelo copiata e rifatta in bronzo

La Pietà di Michelangelo, opera unica del grande artista rinascimentale, ha una copia. Non è in marmo ma in bronzo e si trova anch’essa a Roma in una chiesa, nella Cappella Strozzi di Sant’Andrea della Valle, in piazza Vidoni, lungo corso Vittorio Emanuele II.

Michelangelo Buonarroti è stato un artista tra i più apprezzati e, per questo anche tra i più copiati. Lo abbiamo già visto nel caso del suo Mosè in questo articolo. Una delle sue opere universalmente riconosciute come capolavoro di insuperabile bellezza è la Pietà, gruppo marmoreo di enorme potenza espressiva e di fattura magistrale.

Com’è noto la Pietà di Michelangelo è una delle attrazioni artistiche più importanti della Basilica di San Pietro.

La Pietà Vaticana: è in marmo, opera di Michelangelo

Realizzata dal Buonarroti in giovanissima età (tra i 24 e i 25 anni), gli venne commissionata da Jean Bilhères, cardinale di Santa Sabina e governatore di Roma per conto del re francese Carlo VIII, in vista del Giubileo del 1500 come dono dei francesi. Le cronache dell’epoca narrano che Michelangelo impiegò ben nove mesi a scegliere il blocco di marmo di Carrara dal quale ricavare l’opera d’arte; assegnato l’incarico nell’agosto 1498, sarebbe stata consegnata nel luglio 1500 e collocata nella chiesa di Santa Petronilla di fianco a San Pietro dove venne trasferita circa 250 anni dopo. Da allora si può ammirare nella prima cappella a destra dell’ingresso di San Pietro.

La basilica di Sant’Andrea della Valle

Il tema della Pietà è la Vergine con in braccio il Cristo morente. Ma, ci si chiede, perchè una sua replica a Roma e in una chiesa del valore pari alla Basilica di San Pietro? Probabilmente a ispirare il “duplicato” fu lo stesso Buonarroti.
Va ricordato che la basilica di Sant’Andrea della Valle (quella dove Giacomo Puccini ambienta la prima scena de La Tosca), fu progettata e costruita da Giacomo Della Porta, Francesco Grimaldi, e Carlo Maderno tra il 1590 e il 1650, sul luogo dove precedentemente sorgeva una piccola chiesa dedicata a San Sebastiano. Michelangelo Buonarroti morì a Roma il 18 febbraio 1564. La Cappella Strozzi, che al suo interno ospita la replica della Pietà, venne eretta mezzo secolo dopo, verso il 1616, su probabili disegni del Buonarroti, i cui rapporti di amicizia con Roberto Strozzi risultano dal Vassari. A occuparsene fu suo figlio, Leone Strozzi (1555-1632), generale della Chiesa.

La Pietà in bronzo nella Cappella Strozzi di Sant’Andrea della Valle

Ed è sull’altare (nella seconda cappella a destra dell’ingresso) che sono collocate le statue di bronzo che replicano capolavori di Buonarroti. Tra le quattro colonne che sorreggono la trabeazione si trova la statua della Pietà, appunto, e le riproduzioni pure di bronzo di Rachele e Lia, copie di quelle di Michelangelo, ma ultimate da Raffaele da Montelupo, che fiancheggiano il Mosè del mausoleo di Giulio II in s. Pietro in Vincoli.

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Furono fuse dal romano Gregorio De Rubeis o De Rossi (incerta l’attribuzione) nell’anno 1616. Forse per ribadire il profondo legame tra i committenti della cappella ed il genio o, semplicemente, per far parlare di quest’ennesimo doppio michelangiolesco. Resta il mistero sulla tecnica adottata per la fusione: non si ha notizia se la copia sia stata realizzata con la tecnica del modello a cera persa sull’originale.

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