La mostra su Alberto Sordi per il centenario dalla nascita: tutte le info

La grande Mostra “Il Centenario – Alberto Sordi 1920-2020” si sarebbe dovuta tenere dal 7 marzo al 29 giugno nella Villa romana dell’attore, in piazza Numa Pompilio, aperta al pubblico per la prima volta, per celebrare il grande artista a cento anni dalla nascita (qui la sua storia artistica), è stata rinviata. Aprirà i battenti il 16 settembre e sarà visitabile fino al 31 gennaio 2021.

Lo comunicano gli organizzatori specificando che «in considerazione della situazione generale causata dal coronavirus, tenuto conto dei provvedimenti preannunciati dal Governo, hanno ritenuto di sospendere la cerimonia inaugurale e l’apertura». L’inaugurazione della mostra è attualmente prevista per il giorno 16 settembre 2020.
La mostra sarà visitabile sino al 31/01/2021. Per ogni ulteriore informazione contattare direttamente la società C.O.R.: info@corperlacultura.it.

La leggendaria villa dell’attore, progettata negli Anni Trenta dall’architetto Clemente Busiri Vici (appartenuta al gerarca Dino Grandi e “soffiata” nel 1954 all’amico Vittorio De Sica), si trova in piazzale Numa Pompilio nascosta nel verde di Caracalla: uno scenario eccezionale che permetterà ai visitatori di immergersi nella vita quotidiana, tra le passioni e i segreti di un gigante dello spettacolo ultra-famoso per i suoi film ma poco conosciuto nella dimensione privata.

La villa di Alberto Sordi in piazzale Numa Pompilio

L’esposizione, che non ha precedenti, si snoda tra i vari ambienti della casa e del giardino per illustrare la lunga carriera e la vita dell’attore attraverso documenti inediti, oggetti, abiti, fotografie, video, curiosità.
Tra gli spazi visitabili anche il famoso teatro al servizio dell’artista, sempre all’interno della villa, la piscina e la Sala del Barbiere, alla quale Sordi era particolarmente legato.

Oltre alla Villa, il Teatro dei Dioscuri (via Piacenza 1, di fianco al Quirinale) ospiterà una seconda sezione con un importante focus su “Storia di un italiano”, il programma tv degli anni Settanta, a cui il Nostro era particolarmente affezionato.

La mostra monumentale dedicata ad Alberto Sordi si prefigura come un’esperienza immersiva e totalizzante, un viaggio spettacolare alla scoperta dell’artista e dell’uomo, un ritratto completo in tutti i suoi risvolti e le possibili sfaccettature; un racconto che lascia emergere il contributo unico e insostituibile che ci ha lasciato in eredità. Sordi è entrato a gamba tesa nella memoria collettiva, attentissimo come era all’evoluzione della società da cui traeva ispirazione per le storie e i personaggi da portare sullo schermo; è stato fondamentale per averci confezionato il ritratto di un’epoca e restituito la storia del nostro paese dagli anni a cavallo della seconda guerra mondiale fino al boom economico e agli anni ’60. I suoi film e i suoi personaggi sono lo specchio della società dell’epoca raccontata con sottile ironia cogliendone, con profonda leggerezza ma anche ferocia, voli e cadute, speranze e delusioni, altezze e miserie umane, con uno sguardo sempre arguto e geniale.

Il tutto avrà il suo culmine il 15 giugno con il festeggiamento del suo compleanno: in Villa naturalmente, con amici e colleghi del mondo dello spettacolo.

La Mostra si completa e arricchisce di due cataloghi a cura di Alessandro Nicosia, Vincenzo Mollica, Gloria Satta, Maria Cristina Bettini e Gina Ingrassia.

Alberto Sordi sul terrazzo della sua villa romana durante una intervista (1974)

LA MOSTRA NELLA VILLA

L’itinerario all’interno della villa di piazzale Numa Pompilio, dopo la biglietteria posta subito dopo il portone, si snoda in un primo ambiente che mostra la storia dell’edificio e della sua architettura. Si passa poi nella sala 2 rappresentata dal piccolo teatro della villa: qui si trovano le immagini dell’infanzia e della famiglia di Alberto Sordi. Di fianco, il teatro con gli arredi. Esposizione fotografica nella sala 4 mentre nella sala 5 si sviluppano i rapporti tra Alberto e la sua Roma e tra Alberto e Il Messaggero, quotidiano della città sul quale scrisse diversi articoli con la collaborazione di Gloria Satta (co-autrice della mostra). Nella sala 6 gli esordi artistici, il rifiuto dell’Accademia dei Filodrammatici di Milano (“guardi il suo forte accento romano non le consentirà di fare l’attore“), il doppiaggio (famosissimo quello di Oliver Hardy, meno noto quello di Marcello Mastroianni in “Domenica d’agosto“, 1949), il teatro e la radio (Compagnucci della Parrocchietta, Mario Pio ecc).

Dopo la sala 6 ci si avvia all’uscita della villa, non prima di essere passati davanti al giardino. Il percorso della mostra proseguirà in una tensostruttura posta in piazza Numa Pompilio con il Sordi segreto, le sue opere cinematografiche, le locandine dei film, i costumi (attesissimi quelli del Marchese del Grillo). In una sala della tensostruttura ad ingresso libero e gratuito verrà proiettato un filmato dedicato a Sordi curato da Istituto Luce Cinecittà.

LA RASSEGNA AL TEATRO DEI DIOSCURI

Grazie alla collaborazione dell’Istituto Luce, presso il Teatro dei Dioscuri di via Piacenza 1 è possibile ricostruire per immagini e spezzoni di cinegiornali la vita di Alberto Sordi. Tre le sezioni con videoproiezioni a disposizione dello spettatore. Nella prima si racconta “La storia di un italiano 1979-1986“, il programma di successo trasmesso in Rai in quegli anni integrato da ulteriori filmati, interviste e contributi video. Nella seconda sezione si sviluppano “I viaggi nel mondo” di Alberto Sordi raccontando quello in Israele (1961), in Brasile (1964), in Argentina (1968) e in Brasile nuovamente (1970). Infine, la terza sezione narra per immagini “Il mito americano” con i film e le interviste riguardanti “Un americano a Roma” (1954) e “Un italiano in America” (1967).

L’ARCHIVIO SORDI

L’archivio di Alberto Sordi – costituito da centinaia di faldoni, volumi, cartelle, manifesti e pressbook, da migliaia di fotografie, materiali filmici di diverso supporto e formato – in quanto testimonianza della vita e dell’attività artistica di uno dei maggiori protagonisti del cinema italiano e dei suoi rapporti con il mondo cinematografico e televisivo, è stato dichiarato di interesse storico particolarmente importante dalla Soprintendenza il 23 settembre 2015.
L’archivio è accompagnato da una ricca biblioteca composta da riviste e volumi di argomento teatrale e cinematografico, da diverse monografie sull’attore e regista e da una piccola collezione di dischi di musica classica e di riproduzione di colonne sonore. Si aggiungono targhe, premi e oggetti personali o di scena. Il complesso documentario, fotografico e filmico di Alberto Sordi, inizialmente conservato in parte presso la villa di Via Druso n. 45, in parte presso lo studio di Via Emilia n. 47 e in parte presso la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – in forza di una convenzione stipulata nel novembre del 2011 per i materiali filmici e di un parziale trasferimento dei documenti dall’appartamento di Via Emilia – viene interamente trasferito presso il CSC nell’ottobre 2015 per sottrarlo alle allora precarie condizioni di conservazione della Villa e ricreare l’unitarietà dell’archivio.



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Fin dall’anno 2015 la Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio cura e valorizza l’Archivio Sordi, seguendo le attività di riordinamento e promuovendo interventi di restauro, sostenuti con finanziamenti della Direzione generale Archivi, per oltre € 20.000,00. Nel novembre del 2015 hanno preso avvio i primi progetti di restauro degli album fotografici, testimonianze documentarie particolarmente significative perché assemblati dallo stesso Sordi, danneggiati da infiltrazioni d’acqua. Da allora sono stati restaurati 32 album fotografici, ed è attualmente in corso il medesimo intervento su ulteriori 44 album.

La Soprintendenza ha esercitato la propria azione di tutela anche in occasione del trasferimento di documenti appartenenti all’Archivio Sordi per due mostre tenutesi nel 2017: quella a Benevento, “Alberto Sordi. Quanno se scherza bisogna esse seri“, ospitata presso il Palazzo di San Domenico e il Palazzo De Simone, dal 4 al 31 luglio; e quella intitolata “Alberto Sordi (1920 – 2003) – Una vita nel segno del cinema“, organizzata a Buenos Aires presso il Kirchner Cultural Centre (CCK) dal 2 al 28 novembre 2017.

Nell’ottobre 2017 sono stati autorizzati il restauro e la riproduzione su supporto digitale di 4 pellicole: Un italiano in America, Mamma mia che impressione, Incontri proibiti/Sposami papà, Scusi, lei è favorevole o contrario?
Nel maggio 2019, infine, d’intesa con la Soprintendenza Antichità Belle arti e Paesaggio di Roma, è stato autorizzato il progetto di trasformazione di alcuni spazi al piano terra nella villa di Via Druso in locali d’archivio, con relativa sala di consultazione, per ospitare nella Casa Museo il complesso documentario riordinato e inventariato, e avviare lo sviluppo di un centro studi sulla figura di Alberto Sordi e sul suo patrimonio culturale.

Tra le opere d’arte appartenute all’attore, ben 250 pezzi, figurano 120 premi artistici, mobili, preziosi e quadri. Di particolare pregio due opere di Giorgio De Chirico del 1931, il quadro “Vaso di fiori” di Filippo De Pisis e il ritratto di Sordi di Riccardo Gail (1995).

IL CENTENARIO – ALBERTO SORDI 1920-2020

Dove – Villa di Alberto Sordi, Piazzale Numa Pompilio, e Teatro dei Dioscuri al Quirinale, Via Piacenza 1.

Quando – Dal 7 marzo al 29 giugno 2020

Il costo – Il biglietto vale per entrambe le location delle mostre (piazza Numa Pompilio più via Piacenza 1). Interi 12 euro (più 2 euro di prevendita). Ridotti 8 euro (più 2 euro di prevendita, per Under 26 e over 65).

Biglietti – (prevendite dal 16 gennaio): Singoli 06.48078290 www.vivaticket.it ; Gruppi e scuole 06.48078287 gruppi@vivaticket.com

Informazioni – 06.85353031; info@centenarioalbertosordi.it

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