La mostra su Alberto Sordi nella sua casa-museo, ecco i video di come è

Sì è aperta al pubblico l’attesa mostra “Il Centenario – Alberto Sordi 1920-2020”, un’esposizione senza precedenti che si tiene fino al 31 gennaio 2021 nella mitica Villa di piazzale Numa Pompilio appartenuta al grande attore di cui si celebrano, appunto, i 100 anni dalla nascita.

Alberto Sordi 1920-2020. Ediz. illustrata

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Diciamo subito che condensare in un percorso di non più di quattrocento metri le opere artistiche e la vita privata di Alberto Sordi non è un’impresa facile. E, per questo, i più potrebbero restare delusi per la sensazione di insoddisfazione che si ha all’uscita della mostra. Gli organizzatori, va detto, hanno fatto il massimo per rappresentare al meglio la vita del grande attore e regista, tanto che hanno moltiplicato per due la rassegna, una nella villa-museo, l’altra nel teatro dei Dioscuri al Quirinale. Resta il fatto che l’interprete di circa 200 film, artista fin dall’età di sei anni, rappresentazione della “Storia di un italiano” (per mutuare il titolo della trasmissione tv che ne ha fatto un parallelo con le vicende di una nazione), non può essere condensata in una visita che può durare al massimo un’oretta.

L’esposizione si snoda tra i vari ambienti della casa, per la prima volta aperta al pubblico, due tensostrutture di oltre 800 metri quadrati create per l’occasione e il Teatro dei Dioscuri al Quirinale: spazi lungo i quali si distende l’intero racconto che ci fa rivivere la lunga carriera dell’attore e allo stesso tempo ci fa scoprire il Sordi privato, attraverso oggetti, immagini, video, abiti, curiosità, documenti inediti. Un’esposizione volta a restituirci con rara completezza il ritratto di un uomo e di un artista, lasciando emergere le sue poliedriche capacità professionali maturate in sessanta anni di carriera – è stato doppiatore, cantante, compositore, musicista, giornalista, attore, sceneggiatore, regista – ma anche la sua personalità, i tratti del suo carattere e il suo modo di essere nella vita pubblica e privata. Un ritratto completo in tutti i suoi risvolti e le possibili sfaccettature; un racconto che lascia emergere il contributo unico e insostituibile che ci ha lasciato in eredità.

L’ingresso della villa-museo di Alberto Sordi nella quale è presentata la mostra sul centenario della sua nascita

La mostra promossa da Fondazione Museo Alberto Sordi, con Roma Capitale e con Regione Lazio, con il riconoscimento del MIBACT Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti Paesaggio, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio, con il patrocinio di SIAE, con il sostegno di Luce Cinecittà, Acea, Banca Generali Private e con la collaborazione di Rai Teche, è curata e organizzata da Alessandro Nicosia con Vincenzo Mollica e Gloria Satta, prodotta da C. O. R. Creare Organizzare Realizzare.

«Oggi non c’è un Alberto Sordi, non potrebbe esistere, non c’è più alcun attore che si prenda il posto responsabile, in complicità coi registi, di rappresentare l’italiano medio – peggiorato nel frattempo a dismisura – nelle sue funzioni private di marito-scapolo-seduttore o pubbliche di vigile-moralista-commissario-medico della mutua-tassinaro o perfino mafioso in un bellissimo e ignorato film di Lattuada». Così lo descrive il critico Maurizio Porro nella presentazione di uno dei due cataloghi che accompagnano la Mostra, e conclude: «Sordi è stato un grande protagonista del cinema, perché la sua storia si fa cultura attraverso un rincorrersi di temi e valori, di ambiguità e amoralità, di grandi finzioni e piccole pìetas…».

Alberto Sordi e la sua Roma

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A onor del vero va anche detto che, secondo il nipote di Sordi, Igor Righetti, il grande attore non avrebbe mai voluto fare della sua villa un museo o comunque un centro di celebrazione e business (leggi qui l’articolo).

L’ESPOSIZIONE NELLA VILLA

Immersa nel verde, in piazzale Numa Pompilio, si affaccia la leggendaria Villa dell’attore, progettata negli Anni Trenta dall’architetto Clemente Busiri Vici: uno scenario eccezionale che permetterà al pubblico di immergersi nella vita quotidiana dell’attore.

Sordi si innamorò immediatamente della Villa che si affaccia sulle Terme di Caracalla e che acquistò nel ’54 (leggi qui come): il percorso inizia proprio con la storia della Villa (il contratto, i bozzetti, la storia).

I visitatori possono scoprire all’inizio del percorso il Teatro che Sordi fece costruire per rappresentazioni private o proiezioni con pochi amici (c’è anche una cabina di proiezione). Un vero gioiello architettonico, con tanto di camerini per gli attori, una galleria di sculture commissionate a Spadini e un fondale ad opera di Severini. All’interno del Teatro, come in una sorta di presentazione generale, si racconta il piccolo e poi il giovane Alberto, inserito nel suo contesto di origine, tra le amate sorelle Aurelia e Savina e il fratello Giuseppe, la madre maestra e il padre musicista che tanto ha influito nella sua prima formazione.

Il toro meccanico in primo piano nell’area che Alberto Sordi utilizzava come palestra

Si possono visitare poi la palestra – con il toro meccanico con cui Sordi faceva a gara con gli amici, la bicicletta, con cui andava in giro, la cyclette, e tanti altri attrezzi sportivi come un quadro svedese per estendere la schiena – i saloni, con i bellissimi De Chirico che Sordi aveva acquistato direttamente dal pittore, suo amico.

Si può accedere poi al piano superiore dove c’è il suo studio, allestito così come lui lo aveva lasciato, la sua camera da letto dove muore nel febbraio 2003 e ancora la curiosa e unica barberia.

La Villa è un luogo dunque che lo rappresenta nel profondo, nelle sue innumerevoli passioni. Un luogo che plasmò a sua immagine e somiglianza, ma quasi del tutto inaccessibile: il suo rifugio, dove ripararsi protetto dall’affetto delle sorelle.

E’ il 1970, il film è “Contestazione generale” e alle spalle di Alberto Sordi in abiti da prete si scorge Civita di Bagnoregio

GLI ESTERNI DELLA VILLA

I visitatori troveranno nei giardini e all’esterno due tensostrutture allestite per ospitare i tantissimi documenti, gli audio, i filmati, che ci permetteranno di percorrere in maniera puntuale i momenti principali dagli inizi: il doppiaggio, la radio, i film.

Nella prima struttura di particolare interesse i manoscritti autografi di copioni, le sceneggiature per la radio, il Giro d’Italia per il quale Sordi fece il cronista, e gli sketch radiofonici con i personaggi di Mario Pio e Conte Claro. Qui anche uno spazio dedicato a “Mamma mia che impressione” primo film scritto e prodotto da Sordi nel 1951, che il pubblico potrà vedere interamente nella saletta cinema.

Nella seconda tensostruttura nel piazzale antistante la Villa, due grandi sezioni: quella dedicata al Sordi segreto, con sette capitoli pieni di curiosità: attraverso ricordi, foto e materiale inedito, si racconta Sordi benefattore, Sordi e gli animali (la sua passione per i cani, i cavalli…), l’intenso rapporto del nostro con le donne (Sordi scapolo d’oro, fidanzato sempre, sposato mai), Sordi e le sue case (leggi qui) e altro ancora.

E poi Sordi e il cinema dove gli amanti dell’artista potranno trovare oltre venti costumi dei film fra i quali quelli de “Il vigile“, “Il Marchese del Grillo” e “Il Medico della mutua”. Al centro del salone la mitica Harley Davidson di “Un americano a Roma”.

Simpatico l’ultimo ambiente dedicato al merchandising. Vi si possono acquistare magliette e borse con alcune delle frasi tratte dai film di Alberto Sordi e divenute di uso quotidiano.

TEATRO DEI DIOSCURI AL QUIRINALE

Infine, la Mostra si completa al Teatro dei Dioscuri al Quirinale dove trovano accoglienza “Storia di un italiano”, “I viaggi nel mondo” e “Il mito americano”.

Storia di un italiano ’79 – ’86”: è il progetto al quale Sordi era molto legato e che divenne il programma tv degli anni Settanta con cui è stato raccontato il nostro paese. Sordi è entrato a gamba tesa nella memoria collettiva, attentissimo come era all’evoluzione della società da cui traeva ispirazione per le storie e i personaggi da portare sullo schermo; è stato fondamentale per aver ritratto un’epoca e restituito la nostra storia dagli anni a cavallo della seconda guerra mondiale fino al boom economico e agli anni ’60. I suoi film e i suoi personaggi sono lo specchio della società dell’epoca raccontata con sottile ironia cogliendone, con profonda leggerezza ma anche ferocia, voli e cadute, speranze e delusioni, altezze e miserie umane, con uno sguardo sempre arguto e geniale. Documenti inediti, foto, filmati raccontano tutto questo.

Alberto Sordi. Storia di un italiano

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I viaggi nel mondo” (le innumerevoli foto che raccoglieva nei suoi viaggi): pochi sanno che Alberto Sordi era un grande viaggiatore e appassionato fotografo che raccoglieva poi in grandi album. Straordinari gli album dei viaggi in Israele nel 1961, in Brasile nel ’64, in Argentina nel ’68, in Brasile nel ’70. Un materiale inedito esposto in modo organizzato e narrativamente fluido.

“Il mito americano” raccontato con i film che lo rappresentano, le foto, i documenti. Sordi aveva il mito dell’America. Celebri solo le sue battute. Il materiale qui esposto ci racconterà tutto questo: dal diploma e le foto che lo ritraggono come cittadino onorario di Kansans City, alle immagini dei film che ne raccontano questo aspetto.

La mostra è curata da Alessandro Nicosia, Vincenzo Mollica, Gloria Satta, Maria Cristina Bettini e Gina Ingrassia.

Per raggiungerla con i mezzi pubblici si può utilizzare la metro B e scendere a Circo Massimo oppure impiegando le linee bus 118 (circolare da Appia Villa dei Quintili), 628 (Baronio/Volpi-Farnesina) o 714 (Termini/Palasport Nervi) scendendo alla fermata Numa Pompilio.

Tutte le informazioni per accedere alla mostra le trovi qui.

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