L’imperatore Traiano in mostra a 19 secoli dalla sua morte

A Roma, a 19 secoli dalla morte dell’imperatore Marco Ulpio Traiano, non solo statue, ritratti, decorazioni architettoniche, calchi della Colonna a lui intestata, monete d’oro e d’argento, modelli in scala e rielaborazioni tridimensionali, filmati ma anche il plastico dell’unico porto conservato dall’epoca imperiale romana, Portus di Fiumicino.

TRAIANO PRIMO IMPERATORE NON ROMANO

Tutto questo e molto di più è offerto al visitatore dalla mostra  “Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa”, ospitata dai Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali (via IV Novembre 94, tutti i giorni 9.30 /19.30) dal 29 novembre 2017 al 18 novembre 2018. La mostra descrive attraverso le testimonianze dell’epoca e le ricostruzioni, la vita “eccezionale” di un uomo “ordinario”, significativamente racchiusa in un “titolo” coniato per lui, optimus princeps, ovvero il migliore tra gli imperatori. Colui che seppe “riportare gioia tra i romani!” come ricordato dallo storico Plinio il Giovane, suo contemporaneo “Traiano ci ha ordinato di essere felici e noi lo saremo”.

Primo imperatore non romano di nascita bensì ispanico, non appartenente ad alcuna dinastia imperiale anche se proveniente dall’eccelsa famiglia Ulpia, Marco Ulpio Traiano (morto l’8 agosto 117) segue le orme del padre naturale e percorre velocemente i gradi della carriera militare, dimostrando doti di stratega e combattente sul campo a fianco dei suoi uomini, dei quali guadagna così il consenso e la fedeltà assolute. Non solo per questo l’imperatore Nerva lo “adotta” come successore, ma anche perché ne percepisce la capacità di affrontare anche i temi spinosi delle riforme sociali ed economiche di cui l’Impero ha urgente bisogno: lo nomina mentre lui si trova in Germania, lontano dalla capitale che non ha mai visitato.

Per certi versi Traiano tracciò 1900 anni fa quello che secoli dopo sarebbe stato il modello europeo: politica, economia, welfare, conquiste militari ottenute senza esclusione di colpi ma anche inclusione di popolazioni diverse sotto un unico Stato che governa con leggi che ancora oggi sono alla base della giurisprudenza moderna. E poi, la buona amministrazione, influenzata anche da donne capaci, “first ladies” autorevoli, campagne di comunicazione e capacità di persuasione per ottenere il consenso popolare attraverso opere di pubblica utilità, “magnificentia publica” e lusso privato, ma con discrezione senza essere irriguardosi della comunità.

QUI PUOI SCEGLIERE COME ALLOGGIARE A DUE PASSI DALLA MOSTRA

Tutto questo è descritto in un percorso museale che propone oggetti e reperti raccolti per l’occasione dalle più disparate sedi sia italiane (Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Museo della Civiltà Romana, Museo di Roma a Palazzo Braschi, Antiquarium del Celio, Teatro di Marcello, Museo Nazionale Romano presso le Terme di Diocleziano e presso Palazzo MassimoMuseo Ostiense a Ostia Antica, Antiquarium della Villa dei Volusii a Lucus Feroniae, Antiquarium di Villa Adriana a Tivoli, Antiquarium Comunale “Villa di Traiano” di Arcinazzo Romano; Museo Correale di Terranova a Sorrento) che estere (Musei Vaticani;Pergamon Museum a Berlino; Museum het Valkhof di Nijmegen; Museo Nazionale di Storia della Romania, Bucarest; Museo Nazionale di Arte romana di Merida, Gliptoteca di Monaco di Baviera).

LE RARITA’ DI TRAIANO IN ESPOSIZIONE 

Provenienti dal Foro di Traiano, è possibile ammirare per la prima volta dai depositi del Museo una mano colossale e il profilo di una sconosciuta testa ritratto dell’imperatore, anch’essa di grandi dimensioni, scoperto attraverso due frammenti inediti. Traiano amava la sua famiglia e le “sue donne” ne rappresentavano la vera anima. Un ritratto anch’esso colossale viene attribuito nientemeno che alla madre, Marcia, ignota alle fonti ma probabilmente celebrata dal figlio nel suo Foro.



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In occasione della mostra, per la prima volta dopo quattro secoli, si riuniscono due lastre del fregio con Amorini e grifoni che le vicende collezionistiche avevano tenuto separate: si tratta di una splendida architettonica con amorini dai Musei Vaticani e un grande frammento dello stesso fregio da Berlino dove sembrava scomparso. Tra i prestiti eccellenti che si possono visionare, gli splendidi stucchi dorati della villa che l’imperatore volle per sé presso Arcinazzo Romano, simbolo di un lusso privato discreto, da poco restaurate e ricomposte. Inoltre, attraverso i video proiettati sui monitor si accede negli sconosciuti e inaccessibili ambienti sotterranei della casa dell’imperatore sull’Aventino o nel condotto dell’acquedotto traianeo che portava l’acqua del lago di Bracciano a Trastevere.

COME TROVARE OSPITALITA’ VICINO AL COLOSSEO

cumuli di armi dei rilievi del Foro trovano le loro connessioni con quelli provenienti dalle altre città dell’impero, come Merida in Spagna e Sorrento in Campania. E, ancora, la mostra ospita il ritratto bronzeo dell’imperatore dal museo di Nijmegen e una lunetta disintegrata dalla seconda guerra mondiale nella Gliptoteca di Monaco e ricomposta a Roma.

Contributo straordinario dal Museo della Civiltà Romana che, con i calchi storici della Colonna Traiana (1861) mette ‘a tu per tu” con la storia delle guerre in Dacia ma, con molti modelli e plastici permette di ‘vedere’ monumenti noti e meno noti dell’epoca, come l’Arco di Ancona, il ponte sul Danubio, costruito da Apollodoro di Damasco e, infine, una riproduzione in scala del trionfo di Traiano tornato vittorioso dalla Dacia.

E’ possibile ammirare anche una preziosa collana realizzata nel 1975 con monete romane antiche in oro, argento e bronzo raffiguranti l’effigie dell’imperatore e rappresentative del periodo storico in esposizione, gentilmente concessa in prestito dalla maison Bulgari. Dalla metà degli anni 60’ ad oggi, la collezione Monete di Bulgari rivisita in chiave moderna la tradizione romana risalente al I secolo d.C. di indossare monili decorati con monete come simbolo di potere e prestigio.

Il bacino dell’antico porto di Traiano tra Tevere e aeroporto di Fiumicino

Una stanza dei Mercati di Traiano, infine, ospita il plastico di Portus, il porto esagonale ancora perfettamente conservato a Fiumicino, sulla riva destra del Tevere in via Portuense. La ricostruzione, in scala 1:500, opera di Italo Gismondi, fu realizzata per la Mostra Augustea della Romanità, organizzata al Palazzo delle Esposizioni in occasione del bimillenario di Augusto (1937). In origine la ricostruzione comprendeva “tutta la zona costiera del porto di Roma”, dunque in continuità con la città di Ostia. In seguito il grande plastico, con l’intero lotto di calchi e plastici prodotti per  la Mostra Augustea, entrò a far parte della collezione del progettato Museo della Civiltà Romana, dove tuttavia non fu mai esposto perché dal 1954 fu dato in deposito al Museo della via Ostiense presso Porta S. Paolo.

L’eccezionale esposizione del plastico di Portus nella mostra su Traiano

Qui fu diviso nei due nuclei di Portus e Ostia, subendo anche alcune resezioni e danneggiamenti nella parte frontale. In tempi molto recenti (2016-2017) il disallestimento del Museo della via Ostiense ad opera dell’ allora Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, ha imposto lo smontaggio del plastico, ritagliato ulteriormente in 15 settori. In occasione della mostra al Museo dei Fori Imperiali tutte le sezioni sono state depolverate, ricomposte e saldati i frammenti di edifici distaccatisi in occasione della resezione. Il plastico, in scala 1:500, misura circa 4,30 mt x 3,50 mt.

Un particolare del plastico di Portus in mostra ai Mercati di Traiano

LE SEZIONI

II percorso espositivo si snoda attraverso 7 sezioni a partire dalla morte di Traiano, avvenuta in Asia Minore e, unico caso della storia romana, celebrata con trionfo nella capitale insieme alle sue gesta. Si prosegue con la contrapposizione tra le cruente campagne nella Dacia (parte dell’attuale Romania) e le grandi opere realizzate con la pace, dal ruolo delle donne della famiglia (vero “braccio destro” dell’imperatore per la politica sociale) agli spazi privati, fino alla “fortuna” della figura di Traiano dopo l’antichità, dovuta alla sua fama di uomo giusto, il più “cristiano” tra i pagani, decoroso e caritatevole. Da questa visione globale il focus si concentra sul territorio. Si parte dalle infrastrutture portuali del Lazio con Civitavecchia e l’hub di Portus – collegato alla capitale attraverso il Tevere, vera autostrada fluviale – fino alle banchine in città dove oggi sorge Testaccio, per proseguire con la Roma traianea, rivoluzionata dalle grandi Terme sul Colle Oppio.

Lo zoom si restringe sempre di più per esaltare le competenze ingegneristiche e le conoscenze tecnologiche dei Romani, grandi costruttori, con i Mercati di Traiano e il Foro di Traiano, e le sculture e i rilievi che trasmisero l’immagine dell’imperatore come lui stesso voleva essere ricordato.

L’APPARATO MULTIMEDIALE

Una mostra immersiva grazie alle nuove tecnologie e allo storytelling, protagonisti anch’essi dell’allestimento e dei contenuti. I visitatori si troveranno immersi nel mondo di Traiano. L’ imperatore, o meglio il suo fantasma, impersonato da un attore, introdurrà alla vita dell’optimus princeps. Profumi, petali e il rumore della folla daranno al visitatore le stesse sensazioni che il popolo di Roma provava durante un trionfo; stele di soldati si animeranno per mostrare gli affanni del vivere e del morire dei legionari impegnati nelle guerre di conquista di Traiano; si ascolteranno la descrizione dei nemici di Roma, i barbari – antagonisti prima, protagonisti poi delle sorti dell’impero – e le voci delle donne della famiglia reale, impegnate nel sociale e imprenditrici. E, ancora, grazie alla realtà aumentata e a video immersivi rivivranno i monumenti traianei e il fuoco delle fiamme da cui Traiano venne salvato per intercessione di Gregorio Magno.

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