Il Ponte della Musica, concerto architettonico dedicato ad Armando Trovajoli

Mancano solo le note stilizzate perché il Ponte della Musica possa rappresentare rappresenti non solo idealmente ma anche visivamente un inno alle armonie, ai ritmi, alle arie orchestrali. E non è un caso che sia dedicato alla memoria di Armando Trovajoli, maestro che ha dedicato la sua vita alla buona musica.

Si tratta di un’opera di ingegneria urbana paragonata per complessità e linee architettoniche al Ponte Spizzichino (leggi qui). Il Ponte della Musica-Armando Trovajoli sovrappassa il Tevere tra i quartieri Della Vittoria e Flaminio. Sospeso tra il lungotevere Flaminio e quello Cadorna, il ponte collega da una parte l’Auditorium-Parco della Musica (altra opera imponente), il Parco di Villa Glori, il museo del Maxxi, il teatro Olimpico e dall’altra il complesso sportivo del Foro Italico , lo Stadio Olimpico, l’ex Ostello della Gioventù,  il parco di Monte Mario, il Museo del Genio e l’Auditorium della RAI.

L’ampia passerella pedonale del Ponte della Musica

Il Ponte della Musica è stato realizzato in acciaio e cemento armato, è riservato all’uso ciclabile, pedonale e trasporto pubblico. Inaugurato nel maggio 2011 come “Ponte della musica” a due anni di distanza, in seguito alla morte del compositore Armando Trovajoli è stato intitolato alla sua memoria assumendo l’attuale denominazione

La realizzazione di un’opera del genere era prevista nel piano regolatore della capitale del 1929 ma è solo dopo settant’anni che viene dato il via all’iter del progetto. E’, infatti il 2000 quando viene bandito un concorso internazionale per il disegno del ponte, vinto dallo studio londinese  Happold e dall’ingegner Davood Liaghat assieme a Kit Powell-Williams Architects, il progetto definitivo vede inoltre lo sviluppo da parte della societa’  di ingegneria Carlo Lotti & Associati di Roma e l’assegnazione congiunta della progettazione esecutiva alla ATP Mario Petrangeli & Associati e allo studio Biggi-iGuerrini. La realizzazione è stata invece appannaggio del Consorzio Stabile Costa eseguita dall’impresa Mattioli. Il costo è stato di circa 8 milioni di euro. Dunque una collaborazione italo-inglese per realizzare questa meraviglia. La costruzione è iniziata nel 2008 e si è conclusa nel 2011.

L’inaugurazione , originariamente prevista per il 21 aprile, 2764°  Natale di Roma è stata posticipata  al 31 maggio successivo a causa di una partita fallata di 2000 doghe di legno di bangkirai utilizzate per la pavimentazione delle passerelle laterali, per cui si è resa necessaria la rimozione e la sostituzione con nuovi listoni. Il design del ponte ha un gusto contemporaneo unisce nella costruzione materiali diversi come l’acciaio, il calcestruzzo ad alta resistenza, il cemento armato e il legno. Si presenta con una struttura ad arco, lunga 190 metri che raggiunge una larghezza  massima di 22 nella zona centrale e di 14 alle due estremità. La maggiore caratteristica e ravvisabile nei due grandi archi  ribassati in acciaio lievemente inclinati verso l’esterno.

Una veduta d’insieme notturna del Ponte della Musica

Il ponte è l’occasione per fare un tour tra luoghi d’arte e angoli nascosti nel quartiere Flaminio. Oltre al museo Maxxi di via Guido Reni, si scopre così un museo non molto conosciuto, ospitato in una bellissima palazzina liberty, con decori eleganti all’ultimo piano che contribuiscono a farne un gioiello dell’architettura dei primi ‘900 a pochi passi da Piazzale Flaminio e a poche centinaia di metri dal Lungotevere.

E’ il Museo Hendrik Christian Andersen (da non confondere con il famoso favolista), in via Pasquale Stanislao Mancini 20, che una volta era l’abitazione di questo sculture e pittore norvegese nato a Bergen in Norvegia e poi emigrato negli Stati Uniti, ma che scelse l’Italia e Roma per vivere e continuare a creare. Decise anche di lasciare la sua casa, allo Stato italiano con tutte le sue opere e la sua biblioteca. All’interno sembra di entrare ancora in un atelier, pieno di opere monumentali: ballerine giganti, cavalli e cavalieri, angeli ed eroi.

Il ponte è raggiungibile dalla stazione metro A, fermate Flaminio oppure Lepanto.

Articolo di Anna Rita Mancini

Ricerca iconografica di Gianni Casolaro

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