Da cosa nasce il nome del quartiere Parioli

Quello dei Parioli è uno dei quartieri più eleganti di Roma. Vi abitano professionisti e vip ovvero personaggi del mondo dello spettacolo e della mondanità. E’ un po’ l’ambiente stereotipato di Roma Nord, il quadrante del benessere economico.

In molti si chiedono quale possa essere l’origine del nome di questo quartiere e la scoperta di un tempio, a metà tra polo religioso e centro di arti magiche, ha riportato all’attenzione l’interrogativo.

Il quartiere dei Parioli nasce come spazio urbano di Roma dopo l’unificazione dell’Italia, quindi alla fine del secolo XIX con il riordino urbano. Roma ha bisogno di spazi per crescere e con il Piano regolatore di Edmondo Sanjust di Teulada, nel 1909, se ne definisce il ruolo a ville e villini. Un progetto rimasto solo sulla carta che, però, dà il via alle edificazioni della zona.

Piazza Euclide

La collinetta è conosciuta con il nome di Monte Pelaiolo o Monte Peraiolo fissando con questo la sua caratteristica: su quell’altura i contadini coltivavano gli alberi da frutta del pero. Parioli, dunque, come contrazione di peraioli.

Con l’arrivo del XXI secolo, però, le carte in tavola cambiano: nel 1999, durante i lavori per un parcheggio interrato a Piazza Euclide, viene alla luce la fonte di Anna Perenna, uno dei rinvenimenti magici più importanti mai compiuti a Roma per la ricchezza e la varietà dei materiali rinvenuti in un piccolo contesto.

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La fontana era una krene, con la captazione diretta dalla polla sorgiva, ed ebbe una vita lunghissima, dal IV secolo a. C. al V d.C.. All’interno della cisterna sono stati trovati materiali afferenti alla sfera religiosa, come 523 monete, gettate nell’acqua per buon augurio, pigne e uova simbolo di fecondità e anche 75 lucerne, alcune delle quali offerte votive.

Anna era un’antica ninfa che aveva il suo luogo di culto sulla via Flaminia ed era celebrata il 15 marzo con festa molto licenziosa, ampiamente descritta da Ovidio nei Fasti. Il sito del ritrovamento è conservato e visitabile. Murate nell’ultimo restauro della fontana sono conservate un’ara e due basi di donario iscritte, databili al II secolo d.C.. L’ara è offerta da Svetonius Germanus e dalla moglie Licinia come scioglimento di un voto ad Anna Perenna per una vittoria. Si allude alla vittoria in qualche agone che si svolgeva durante la festa alle Idi di marzo, forse una gara a bere più coppe di vino o a fare agoni di canto o di mimo.

Le due are votive incassate nella vecchia fonte di Anna Perenna dove oggi c’è un parcheggio interrato

Nel museo delle Terme di Diocleziano c’è un angolo, al primo piano, nel quale sono esposti tutti gli oggetti ritrovati nel tempio: vale la pena andare ad ammirare il grado di conservazione di monete, lucerne, un paiolo in rame detto caccabus (nel quale venivano preparate pozioni magiche), tavolette con incise delle maledizioni o defixiones. Sono in mostra anche strane statuette antropomorfe impastate con cera e farina custodite all’interno di contenitori in piombo inseriti uno dentro l’altro.

Il caccabus ovvero la pentola in rame nella quale si preparavano pozioni magiche

Ovidio riporta una leggenda che identifica Anna Perenna con la sorella di Didone, la fondatrice di Cartagine. Dopo la tragica morte della sorella, per sfuggire da suo fratello Pigmalione, Anna trovò rifugio a Malta, presso Batto, re dell’isola. Dopo aver protetto Anna per tre anni, Batto le consigliò per la sua sicurezza di fuggire e trovare un nuovo luogo di esilio perchè suo fratello si stava preparando alla guerra.

Non si esclude, dunque, che Parioli sia frutto della deformazione nei secoli di Perennaiolo, ovvero del luogo dove si celebrava, appunto, la ninfa Anna Perenna.

Raggiungere le Terme di Diocleziano per poter visitare il museo con lo spazio dedicato alla Fonte di Anna Perenna è facile: basta scendere alla Stazione Termini e attraversare piazza dei Cinquecento per trovarsi all’ingresso del museo. Con la Metro A la fermata giusta è quella di Repubblica. Per visitare invece ciò che resta della cisterna bisognerà raggiungere piazza Euclide con il treno metropolitano Roma-Viterbo da piazzale Flaminio (stazione Flaminio della Metro A): è la prima fermata.

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