Al Quirinale “L’arte di salvare l’arte”: in mostra le opere recuperate dai Carabinieri

Ci sono tesori che appartengono all’umanità intera tra le opere esposte ne «L’arte di salvare l’arte. Frammenti di storia d’Italia», la mostra pensata per celebrare il 50° anniversario della nascita del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e allestita a Palazzo del Quirinale dal 5 maggio al 14 luglio.

La lettera di Cristoforo Colombo del 1493 vicino al trapezophoros della fine del IV secolo a.C., Il giardiniere di Vincent Van Gogh e Le Cabanon de Jourdan di Paul Cézanne accanto alla Visione di San Gregorio taumaturgo del Guercino del 1630. E poi più avanti un tripudio di arte sacra, con la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca (1474-1480), la Sacra Famiglia di Andrea Mantegna (1490) e il grande olio su tela di Tiepolo, raffigurante l’Apparizione della Madonna col Bambino a San Filippo Neri, messo in salvo a Camerino dopo il terremoto del Centro Italia del 2016, fino a uno degli ultimi capolavori ritrovati, il bassorilievo quattrocentesco con la Madonna col Bambino di Andrea Della Robbia, recuperato ad aprile.

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Sono solo alcune dei 109 reperti in mostra che spaziano dall’archeologia all’arte del ‘900, all’oreficeria al mobilio d’antiquariato. Cinque le sezioni in cui si divide il percorso espositivo, a cura di Francesco Buranelli, per far comprendere gli enormi risultati ottenuti in mezzo secolo di attività investigativa, diplomazia culturale e operazioni «sul campo» nel contrasto al crimine contro il patrimonio culturale: un bilancio di quasi 2 milioni di opere salvate e sottratte all’illegalità, di cui la mostra dà un importante assaggio (esposta anche la prima opera riportata «a casa» nel 1969, il dittico raffigurante l’Annunciazione attribuito a Lorenzo Monaco).

Triade Capitolina (fine II inizi III d.C.) da scavi clandestini Tenuta dell’Inviolata di Guidonia del 1992; recuperata a Livigno (Sondrio) nel 1994

Dopo una sala di grande impatto, che mette insieme arti ed epoche diverse (dal van Gogh al trapezophoros, da mobili del ‘700 a reperti archeologici) e dà prova dell’attività a tutto campo dei Carabinieri, si procede con le singole sezioni tematiche. Tre sale sono dedicate ad altrettanti volti del nostro Paese: una prima Italia, con le testimonianze archeologiche di Cerveteri, una seconda Italia, con l’arte rinascimentale, e una terza, calata nella realtà di oggi, con i beni artistici recuperati dalle zone terremotate o dalle zone di conflitto a opera dei Caschi Blu della Cultura. Per ognuna degli oggetti esposti c’è l‘indicazione della data del furto e di quella del ritrovamento, ma anche informazioni sui luoghi e le modalità del recupero, a testimonianza del fatto che dietro ognuna di esse si nascondono storie avventurose e rocambolesche risolte in poco tempo o magari vicende lunghissime, caratterizzate da un interminabile lavoro di investigazione in varie parti del mondo.

Il Giardiniere (Vincent Van Gogh, 1889) rubato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 1998 e recuperato lo stesso anno

Emozionante anche l’ultima sezione, che rivolge lo sguardo al futuro, ma anche verso quelle opere che mancano all’appello: capolavori ancora dispersi (come la Natività di Caravaggio sottratta a Palermo o il Bambinello dell’Ara Coeli di Roma) che costituiscono una ferita aperta per l’Arma e su cui l’attenzione è tuttora altissima. A tal proposito i Carabinieri ogni anno pubblicato insieme con il Ministero per i Beni e le Attività culturali il bollettino delle opere d’arte trafugate da recuperare che può essere consultato in questa pagina.

L’ingresso alla mostra è tutti i giorni ad esclusione del lunedì e del giovedì dalle ore 10.00 alle 16.00 (ultimo ingresso ore 15.00). La mostra sarà chiusa anche dal 31.5.2019 al 2.6.2019.

Sacra Famiglia con una santa (Andrea Mantegna, fine XV secolo) rubato nel Museo di Castelvecchio (verona) nel 2015 e recuperato in Ucraina nel 2016

L’ingresso è gratuito, si paga solo 1,5 euro per la prenotazione che è obbligatoria. Si può fare online (in questo sito) oppure al Call center, tel. 06 39.96.75.57 (da lunedì a domenica dalle 9.00 alle 19.00) o, ancora, all’INFOPOINT, Centro informazioni e prenotazioni ( Salita di Montecavallo, 15 – Roma), il martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 9.00 alle 17.00. Le visite prenotate potrebbero subire variazioni in occasione di impegni istituzionali. In tal caso sarà possibile effettuare la visita in altra data oppure ottenere il rimborso di quanto versato. L’accesso alla mostra non comprende la visita al Palazzo del Quirinale.

L’ingresso alla mostra “L’arte di salvare l’arte” è in via del Quirinale in corrispondenza con via della Consulta.

Con i mezzi pubblici il Quirinale si può raggiungere attraverso la metro A fermata Barberini (via delle Quattro Fontane e via del Quirinale) oppure con la metro B fermata Cavour (via dei Serpenti, via Nazionale, via Parma, via Piacenza).