A Villa Torlonia in mostra il fascino del liberty e del déco

Nella Casina delle Civette di Villa Torlonia, un edificio che sembra uscito direttamente dalle favole e da un mondo di gnomi, va in scena una delle più complete e affascinanti collezioni del periodo liberty e dèco.

Si tratta della mostra “Metamorfosi del quotidiano. Il fascino dei materiali liberty e déco nella collezione romana di Francesco Principali”, ospitata presso la Casina delle Civette fino al 9 dicembre 2018, un appuntamento per conoscere sculture, lampade, oggetti in ceramica e materiale cartaceo riguardanti gli stili che si susseguirono tra la fine dell’Ottocento e la grande crisi economica del 1929. Opere dei più grandi stilisti di quell’epoca sono esposte in questa mostra: da Duilio Cambellotti a Giò Ponti a Napoleone Martinuzzi, per fare dei nomi.

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Nella storica Villa Torlonia, immersa nel verde, all’interno dei suggestivi spazi della Casina delle Civette e della Dipendenza, è presentata la collezione di Francesco Principali che si integra perfettamente con lo stile liberty e le vetrate artistiche degli edifici museali. Francesco Principali, mercante d’arte internazionale, collezionista e architetto, nasce a Roma nel 1947; già a vent’anni ricerca e colleziona arredi che appartenevano ai primi anni del Novecento. Sempre all’avanguardia e attento ai nuovi movimenti culturali, come alcuni dei suoi artisti preferiti, inizia la sua raccolta quando le arti minori del XX secolo erano sconosciute ai più.

Questa sua infinita e attenta passione negli anni lo spinge a far conoscere anche ad altri gli oggetti, le lampade, le sculture e gli arredi del Novecento. Nel 1989 apre così il suo primo negozio di antiquariato, in un quartiere dove le gallerie d’arte si potevano contare sulla punta delle dita. Tale fu il successo che solo pochi anni dopo, nel 1992, amplierà la sua attività. Scomparso prematuramente nel 1999 lascia una nutrita collezione che gli eredi, in occasione dell’anniversario del suo settantesimo compleanno, hanno deciso di esporre e mostrare al pubblico, seguendo la sua filosofia di vita secondo cui “nulla si possiede ma semplicemente si scopre, si custodisce e si tramanda”.

L’esposizione è articolata in due sedi distinte. Nelle sale della Casina delle Civette, che attraverso le vetrate liberty narrano la storia del secolo scorso, sono inserite circa 40 opere provenienti dalla sua collezione privata. Tra le sculture si potranno ammirare bronzi di Duilio Cambellotti, Ettore Ximenes, Pietro Carnerini e Benedetto D’Amore. Fra le ceramiche, autori come Guido Andlovitz, Antonia Campi, Tullio D’Albisola, Giò Ponti. A ciò si aggiungono una collezione di vetri veneziani dei primi del ’900 disegnati da Carlo Scarpa, Ercole Barovier, Napoleone Martinuzzi e alcuni arredi progettati da Marcello Piacentini per la Casa Madre dei Mutilati in Roma.

Nella Dipendenza si trova una sezione prevalentemente basata su materiale cartaceo d’epoca che raccoglie manifesti pubblicitari, locandine e quadri, di autori quali Plinio Codognato, Guglielmo Sansoni detto “Tato” e Duilio Cambellotti.

LA CASINA DELLE CIVETTE

La Casina delle Civette, dimora del principe Giovanni Torlonia jr. fino al 1938, anno della sua morte, è il risultato di una serie di trasformazioni e di aggiunte apportate alla ottocentesca Capanna Svizzera che, collocata ai bordi del parco di Villa Torlonia e nascosta da una collinetta artificiale, costituiva in origine un luogo di evasione. Già dal 1908, la Capanna Svizzera cominciò a subire una progressiva e radicale trasformazione per volere del nipote di Alessandro, Giovanni Torlonia jr., assumendo l’aspetto e la denominazione di Villaggio Medioevale. Quei primi lavori di ampliamento furono diretti dall’architetto Enrico Gennari e il piccolo edificio divenne una raffinata residenza con grandi finestre, loggette, porticati, torrette, con decorazioni a maioliche e vetrate colorate. Dal 1916 l’edificio cominciò ad essere denominato Villino delle Civette per la presenza della vetrata con due civette stilizzate tra tralci d’edera, eseguita da Duilio Cambellotti già nel 1914, e per il ricorrere quasi ossessivo del tema della civetta nelle decorazioni e nel mobilio, voluto dal principe Giovanni, uomo scontroso e amante dei simboli esoterici.

Casina delle Civette, vetrata di Duilio Cambellotti

Nel 1917 l’architetto Vincenzo Fasolo aggiunse le strutture del fronte meridionale della Casina, elaborando un fantasioso apparato decorativo in stile Liberty tuttora oggi apprezzabile dopo un accurato e laborioso lavoro di restauro in epoca moderna. IN QUESTO ARTICOLO puoi scoprire i bunker fatti costruire da Benito Mussolini a Villa Torlonia.

CONCERTI MUSICALI

Nell’ambito della mostra saranno organizzati dei concerti curati dall’A.Gi.Mus., sezione di Roma:

  • 21 ottobre – Ensemble di flauti Zefiro, diretto dal M° Francesco Leonardi
    Musiche di Mendelssohn, Ponchielli, Grieg;
  • 11 novembre – Susanna Garcia, violoncello
    Musiche di Johann Sebastian Bach;
  • 25 novembre – Wakako Minamoto, soprano; Fausto D’Angelo, chitarra
    Canzoni napoletane d’autore;
  • 2 dicembre – Ensemble di flauti traversieri del Conservatorio di S. Cecilia di Roma
    Musiche di F. Ruge, J.B. de Boismortier, J.J. Quantz, G.P. Telemann;
  • 9 dicembre – Enrico Casularo, flauto traversiere; Elisabetta Ferri, clavicembalo. Musiche di A. Corelli, F. Barsanti, C. Tessarini, P. Chaboud, G. Boni, N. Haym.

I concerti avranno luogo nella sala della Dipendenza, la domenica mattina alle ore 11: l’ingresso sarà gratuito e senza prenotazione, con pagamento del biglietto del Museo secondo tariffazione vigente. Saranno disponibili 60 posti a sedere.

DOVE E COME

Il complesso di Villa Torlonia si trova in via Nomentana 70. E’ visitabile tutti i giorni (eccetto lunedì) dalle ore 9.00 alle 19.00. Il biglietto d’ingresso per la sola Casina delle Civette più mostre costa 6,00 euro; il biglietto unico integrato Casina delle Civette più Casino nobile più mostre costa 11,00 euro (10,00 se residenti a Roma). In questa pagina puoi trovare la migliore sistemazione nel quartiere Nomentano in prossimità di Villa Torlonia.

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